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I HATE THE MOST
Ritorno, dopo troppo silenzio, ad aggiungere un post su questo mio blog nato con l'obiettivo di condividere alcune mie considerazioni sul mondo (stretto) in cui viviamo (o almeno vivo io).
I primi due capitoli risalgono a parecchi mesi fa. Ora vorrei cambiare prospettiva (e modlità). Per questo chiedo il vostro contributo. Come primo passo vorrei stilare (insieme a voi) una lista di cose con cui abbiamo a che fare nella nostra vita (più o meno quotidianamente) e che CI DANNO AI NERVI.
Anche a costo di risultare "intolleranti", "acidelli", "idioti" o perfino "snob" secondo me ci può dare molti stimoli di riflessione sul mondo (o micro-mondo) che ci troviamo a vivere.
Allora... comincio io, con una lista di cose, elaborata nel tempo, anche grazie all'aiuto di amici che mi hanno aiutato a rifletterci e che spero vorranno contribuire con la loro lista personale.
IO NON SOPPORTO:
1 - Quelli che, quando si sta salendo in una macchina a 3 porte dicono: "Salgo avanti io perchè scendo prima": è uguale!!! Che pensi che quando sei sceso gli altri rimangono dietro tipo taxi??? (peggio ancora nel caso di una macchina 5 porte)
2 - Quelli che, mentre stai aprendo la macchina, tentano ripetutamente di aprire la portiera, ottenendo come unico effetto quello di bloccare la serratura!
3 - Quelli che portano il maglioncino sulle spalle (che Frédéric Beigbeder nel suo libro "Lire 26.900", Feltrinelli, definisce dei "vigliacchi incapaci di prendere decisioni). Che poi sono sempre impeccabili, come se il maglioncino ce lo avessero cucito sulle spalle! E poi non sudano mai!
4 - Quelli che (soprattutto se amici) non ti dicono che hai qualcosa tra i denti (o una caccola che spunta dal naso) e ti accorgi solo quando torni a casa che tutto il giorno hai fatto la figura del coglione!
5 - Quelli che dicono: "Eh... ma io so' matto/fuori di testa!" Che poi sono persone normalissime
6 - Quelli che dicono: "Io so' buono e caro, ma quando mi incazzo..." (Vorrei tanto sapere chi invece si sente "cattivo")
7 - Quelli che, e sono sempre di più, scrivono pò (con l'accento), invece che po' (con l'apostrofo)! A questo punto è necessario aggiungere una nota: credo fortemente che il crescente numero di errori sia dovuto all'influenza (assolutamente negativa) del sistema t9 del telefonino, che, per motivi a me oscuri, quando difiti P O, dà come prima opzione possibile proprio pò, che è una parola inesistente in italiano!!! Da denuncia...
8 - Quelli che ballano (rigorosamente) fuori tempo. Lo so, non è colpa loro, ma per me sono proprio fastidiosi alla vista come possono essere fastidiosi all'udito le unghie sulla lavagna o il coltello sul piatto.
9 - Quelli che, anche un minuto dopo mezzanotte, dicono: "...Allora ci vediamo domani... anzi no... ci vediamo OGGI!!"
Aggiungete la vostra lista come commento al post...
GRAZIE
Vale, Linda, Elena (cdp), Giulio, Silvia, Luca, Irene, Serena, Diego, Walter, Daniele, Joseph, Mario, Francesco, Samanta, Fede, Serena, Anna, Elisabetta, Gaia, Marta, Angiolletto, Simone, Massimo, Alessandra, Ercole, Vanni, Barbara, Franca, Rosy, Mattia, Ginevra, Elenina, Lulù, Gianluca, Cristiano, Carola, Nico, Mariangela, Cinzia, Giovanni, Matteo, Lucrezia, Giuliana, Mix, Franceschina, Roberta, Anna, Rachele, Monica, Ji, Elena, Alice, Ilaria, Irene, Pamela, Fabio, Bea, Marco, Cristiano, Nicola, Silvia, Stefano, Petto, Cagna, Letizia, Bue, Stefano, Riccardo, Silvia, Andrea, Franco, Silvia, Andrea, Roberto, e tutti quanti hanno partecipato (sicuramente mi sono scordato qualcuno) o non hanno potuto (voluto) venire alla festa del mio 30simo compleanno! Grazieeeee
NO-FIGO [profilo 1 - premessa]
Per onestà intellettuale, chi vi scrive[1] si dichiara sin da subito tendenzialmente appartenente alla categoria dei no-fighi, anche se questo “manuale” cercherà di delineare nel modo più distaccato possibile i due diversi profili, senza cadere nel tranello di esprimere giudizi implicitamente parziali. Sta a voi immedesimarsi nell’uno o nell’altro e giudicare se è meglio essere figo o no-figo.
Prima di entrare nel dettaglio è opportuno fare una precisazione: il lettore potrebbe, infatti, confondersi e far corrispondere l’opposizione figo/no-figo con quella modaiolo/alternativo. Anche se il figo ha dei tratti in comune con il modaiolo e il no-figo con l’alternativo, tuttavia questa seconda contrapposizione non è esaustiva, in quanto riguarda soltanto la sfera dell’esteriorità: l’abbigliamento, il mezzo di trasporto, il comportamento in pubblico. E’ stato più volte dimostrato, però, che chi si atteggia ad alternativo (per intenderci, al giorno d’oggi, piercing, felpe larghe, pantaloni sdruciti e a vita bassa a mostrare molti centimetri di mutanda -tratto in comune con il figo-, portafogli legati con una catena, pettinature assurde e soprattutto cane) spesso, andando in profondità, ha un’anima molto più conformista dei modaioli (e a volte vota pure Berlusconi, ma questa è un’altra storia).
La presente analisi, invece, propone una contrapposizione che, pur riguardando in larga parte elementi puramente estetici, riesce ad andare oltre e delineare due contrapposte personalità.[2]
[1] opportunamente celatosi dietro uno pseudonimo (Noemi Kloin), visto che va pure di moda (acc… e se va di moda non è un comportamento da no-fighi… cominciamo bene!)
[2] la definizione delle due diverse personalità, pur derivando da un lungo studio sul campo, non ha la pretesa di assumere un valore scientifico.
“Si incontrano persone di ogni tipo”. Questa è la frase tipica di chi vuole sottolineare quanto sia bello un posto, una città, un locale, un parco…
Beh, questa frase non sarà mai pronunciata da chi è appena stato nella mia città, che, per non offendere nessuno, in questo blog chiamerò Tufano.
Si tratta di una piccola città di provincia di circa 60 mila abitanti. A tutti loro alla nascita è stato consegnato un kit del provinciale da cui è difficile prescindere.
E’ ben immersa nell’entroterra, quindi non ci sono spiagge nell’arco di 150-160 chilometri. Non è sede di università, quindi non è animata da “vitalità culturale”. Non ci sono locali degni di nota e quelli che provano ad aprire dentro i confini della città, inspiegabilmente[1], sono destinati a fallire in poco tempo. Cinema? Beh, un paio (multisala) con programmi a strettissimo respiro che non vanno molto oltre i “Vacanze di Natale” del momento.
Insomma, a Tufano NON si incontrano persone di ogni tipo, ma solo persone di un tipo: ragazzi vestiti di tutto punto, ragazze bellissime curate nei minimi particolari, sempre a loro agio in ogni situazione, mai fuori luogo. Questi sono i “fighi” (cool in inglese) o presunti tali.
Saranno loro il mio punto di riferimento principale, in questo blog, per raccontare il loro esatto contrario, il no-figo (leggi nofaigo) appunto. Proprio perché nella categoria dei fighi, i fighi di provincia sono senz’altro quelli con i caratteri più definiti, dalla “fighezza” più esasperata, quindi più utili nel confronto.
Da oggi nel mondo, dunque, si può facilmente distinguere solo tra appartenenti alla categoria dei FIGHI e appartenenti alla categoria dei NO-FIGHI. Per quanto mi riguarda, qualsiasi altro tipo di discriminazione (di sesso, religione, razza, ecc.) è bandita e da considerarsi fuorviante.